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Dopo la fase di raccolta, le olive,
vengono portate al frantoio dove sono sottoposte alla procedura
di estrazione al fine di ottenere, come prodotto principale, l'olio
di oliva.
Le caratteristiche richieste a questo prodotto sono quelle della
"qualità" e "genuità",
fattori che si cominciano ad impostare gia nell'oculata scelta del
luogo di impianto dell'oliverto e proesguono in tutte le successive
fasi della coltivazione fino al momento finale della raccolta delle
olive.
Ma le accortezze non finiscono qui in quanto anche nel trasporto
delle olive dal campo al frantoio occorre salvaguardare l'integrità
dei frutti (drupe); non usare quindi i sacchi ma
contenuitori a pareti rigide e fessurate che consentano il passaggio
dell'aria ed evitare assolutamente il trasporto alla rinfusa sui
camion.
Arrivate le olive al frantonio c'è la fase di conservazione
(da un paio di giorni a non più di una settimana) nella quale
esse vengono poste in in ambienti areati, con temperatura non superiore
a 10° C ed in strati di 10-12 cm; tutto ciò per evitare
aumenti di acidità ed il sorgere di altri difetti organolettici
che possono gravemente compromettere anche il requisito della commestibilità
dell'olio.
Successivamente le olive vengono "mondate"
(separazione, dalle olive, di tutti materiali estranei come fogli
e rametti) e "lavate" (per pulirle da
eventuali imbrattature); tutto ciò serve ad evitare che l'olio
assuma colore e/o sapori sgradevoli. In particolare occorre che
la seconda operazione venga effettuata immediatamente prima dell'estrazione
dell'olio.
L'estrazione si compone dalle seguenti fasi:
frangitura: consente la frantumazione della polpa e dei
noccioli e viene eseguita con la molazza (l'antica macina con le
grandi ruote, o mocelli, di pietra) o con più moderni sistemi
di estrazione (frangitori a martelli, che accelerano il processo
di produzione dell'olio).
Il compito dei frammenti dei noccioli è importante poiché
agiscono da metriale drenante e facilitano quindi la separazione
dell aparte liquida della pasta da quella solida, che è detta
sansa.
gramolatura: consiste in un delicato rimescolamento della
pasta che facilita la successiva estrazione dell'olio; in alcuni
casi la pasta viene scaldata aggiungendo acqua tiepida.
estrazione: tale fase consente la separazione della
pasta nelle sue tre componenti: l'olio, la sansa e l'acqua vegetazione.
I più diffusi sistemi sono:
1) estrazione classica per pressione (discontinuo)
2 estrazione a pressione spinta (discontinuo)
3) estrazione per centrifugazione (continuo)
4) estrazione con metodo SINOLEA (continuo)
Ottenuto finalmente l'olio deve essere liberato da tutti i residui
estranei e dall'acqua rimasta sottoponendolo a decantazione e travasi
successivi. Questi ultimi possono essere limitati ad uno solo se,
invece della decantazione, si adotta il passaggio dell'olio attraverso
un separatore centrifugo.
E' comunque da sottolineare che la limpidezza di un olio chiarificato
non è sintomo di buona qualità e bassa acidità
anzi spesso è il contrario: un olio nobile generalmente è
opaco e ambrato anche dopo la chiarificazione. Arrivati a questo
punto l'olio di oliva deve essere conservato e molto adatti risultano
essere i recipienti in coccio intermanete verniciati a fuoco (orci),
le cisterne in muratura rivestite con piastrelle di vetro o ceramica
o con vernici epossidiche e recipienti in bandoine stagnato o in
acciaio inox.
Caratteristica essenziale di tali recipienti deve
essere quella della facilità di lavaggio e della loro opacità.
L'olio può essere conservato per 12-18 mesi
basta che sia protetto dagli eccessi di temperatura (ideali 14-15°
C), dalla luce e dall'ossigeno; al coio l'olio andrebbe incontro
al fenomeno dell'irrancidimento.
Successivamente esso viene imbottigliato previa opportuna filtrazione;
i recipienti più adatti sono le bottiglie in vetro e le lattine
di alluminio o la banda stagnata trattata con sostanze antiossidanti.
Il vetro è sens'altro più igenico e permette la visione
del prodotto interno (fattore positivo commercialmente) ma non protegge
l'olio dalla luce. |