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L'ovicultura nella
provincia di Trapani solve un ruolo importante; la superfice impiegata
ad oliveto è di 27 mila Ha su di un totale di poco più
di 226 Ha di superfice agraria utilizzabile e con una produzione
annua di oltre 400 mila quintali che contribuisce alla formazione
del reddito prodotto dall'agricoltura, ancora oggi struttura portante
dell'economia trapanese, nella misura del 10% circa si pone come
lemento di vita e di progresso nella società agricola interessata
e per una notevole parte dell'intera economia provinciale.
Il potenziale di produzione e di sviluppo del settore olivicolo
è senza dubbio tra quelli maggiormente meritevoli di attenzione,
se si tiene conto che nel panorama agricolo provinciale esso occupa
il 3° posto dopo la vite ed il semanativo.
Il terreno, da un punto di vista agronomico e strutturale, è
per la massima parte pianeggiante olivetata) e molto adatto alla
coltivazione di questa pianta. Il numero di olivi presenti in tutta
la provincia è di 1.338.050 di cui il 59% in collatura specializzata
e il rimanente 41% consociato ad altre specie arboree o erbacee.
Le varietà più diffuse è la nocellara
del Belice soprattutto come da olive da mensa, ma con attidudine
alla produzione di olio di ottima qualità; rappresentata
il 63% della produzione ed è coltivata maggiormente nella
valle del Belice e sporadicamente nel restante territorio della
provincia.
Fra varietà da olio la più diffusa è la Cerasuola
che rappresenta il 33% della produzione; la rimanente parte è
rappresentata da altre due varietà quali la Biancolilla,
La Buscionetto e la Garraffa.
Le piante d'olio della zona sono di piccole dimenzioni, l'altezza
media è di metri 3-3,50 da terra i cui rami principali in
numero da tre a quattro si dipartono dal troco ad una altezza variabile
superiore ad 1 metro; la forma di allevamento è a vaso cespugliato
con chioma ampia e rametti a frutto penduli per facilitare la raccolta
manuale.
Più del 50% delle piante della provincia ha un'età
che supera gli 80 anni, un'altro 20% ha un'età compresa tra
i 50 e gli 80 anni, il rimanente 30% ha età inferiore ai
50 anni. Questo ulteriore dato evidenzia quanto l'ovicoltura nella
provincia di Trapani abbia origini remote e sia suscettibile di
ulteriore sviluppo. |