| Il porto è il cuore pulsante
della città ed attorno ad esso secoli si è sviluppata
la storia di Trapani. La città ha subito nel tempo numerosi
mutamenti, mantenendo comunque la sua caratteristica forma di falce.
A tre metri sul livello del mare, occupa una superficie di circa
27.165 ettari. La sua posizione è a 38°
4' di latitudine boreale e a 30° 4' di longitudine orientale.
Conta 69.497 abitanti (dati del censimento dell'ottobre
2001). La città si caratterizzava per la presenza di quattro
torri d'avvistamento: Torre Vecchia, Torre del Castello di Terra,
Torre Pali, Torre di Porta Oscura o dell'Orologio.
Durante le guerre puniche, il generale cartaginese Amilcare Barca
costrui' la quinta torre, il Castello della Colombaia.
Le Quattro Torri racchiudono la città all'interno di un quadrilatero
murario. I confini erano segnati dalle attuali via Garibaldi, via
XXX Gennaio, via Torre Pali e Via Torre Arsa. Le mura di levante
terminavano con un fossato, seguito da un canale navigabile. Il
centro urbano venne ampliato in epoca aragonese.
All'originario rione "Casalecchio",
o di San Pietro, si affiancarono il rione di "mezzo"
o di S. Nicola ed il quartiere "Palazzo".
In questo periodo vennero costruite la Rua Grande (l'attuale
corso Vittorio Emanuele) e la Rua Nova (l'attuale
via Garibaldi).
Furono potenziate le difese, con la realizzazione di una cinta muraria
rafforzata da bastioni. La città dispose di undici porte
e numerosi nuovi bastioni di difesa. Nzl 1671 venne eretta la Torre
di Ligny, tuttora esistente, su ordine del vicerè
don Claudio Morando, principe di Ligny. All'interno di Torredi Ligny,
nell'estrema punta della falce, vi è oggi il Museo della
Preistoria. Nel 1862 il governo italiano, con Regio Decreto, privo'
la città della qualifica di Piazza d'Armi, che la obbligava
a mantenere le fortificazioni.
Vennero cosi' abbattuti i bastioni
e le mura e la città potè estenspandersi verso est:
fu prosciugata e bonificata la zona della Marinella nella Salina
del Collegio, fu riempito ilm canale navigabile, Rua Grande e Rua
nova assunsero i nomi attuali, furono lastricate strade e ne furono
realizzate altre; come il lungomare, Piazza Marina, e via F ardella.
Risale a questo periodo anche la costruzione del palazzo delle Poste,
della Provincia e della Capitaneria di Porto. Con l'esproprio dei
beni ecclesiastici, la soppressione delle confraternite religiose,
molte proprietà passarono al Comune, alla Provincia ed ai
privati divenedo sedi di uffici pubblici, scuole, istituti.
Altri edifici vennero abbattuti, come il convento di Sant'Agostino
e il monastero di Santa Chiara. I borbandamenti della Seconda Guerra
Mondiale determinarono un nuovo assetto urbanistici della città.
Venne ricostruito il rione San Pietro, con la creazione di una nuova
strada, corso Italia. Ai tradizionali quartieri San Pietro, San
Francesco, San Lorenzo, San Nicola, Maria Ausiliatrice, Sacro Cuore
e Borgo Annunziata si aggiunsero i rioni Palma, San Giulino (che
ricade nel territorio di Erice) e Cappuccinelli.
Visitare la città di Trapani
è come immegersi in diverse epoche. Ogni angolo si caratterizza
per monumenti, chiese, palazzi che raccontano la vita della città
nei vari secoli, Il cuore pulsante di Trapani continua ad essere
rappresentano il porto, nel centro storico.
Il porto di Trapani ha subito nel tempo diverse modifiche, fino
all'ultima con i lavori di rifacimento delle banchine e di adeguamento.
L'estrema punta della città è caratterizzata da Torre
di Ligny.
Per raggiungerla si percorre una stretta via, circondata da entrambi
lati dal mare di un azzurro intenso, frequentato in estate da numerosi
bagnanti. Poco distante vi è il porto peschereccio, con le
barche dei pescatori che continuano a rinnovare una tradizione ed
un lavoro che si tramanda da secoli, di padre in figlio.
Nella zona del porto peschereccio si possono ammirare il villino
Nasi, recentemente recuperato alla fruizione della collettività
e l'ex Lazzarretto, oggi sede della sezione locale
della Lega Navale Italiana. Poco distante, in mezzo al mare, la
Colombaia, uno dei simboli della città di
Trapani.
Addentrandosi verso il Centro Storico, si possono ammirare gli antichi
palazzi, i monumenti, le chiese di diverse epoche.
Gran parte del centro storico di Trapani
è inserito nella zona a traffico limitato. L'accesso alla
auto è vietato in numerose vie che nel tempo hanno assunto
il carattere di "salotto" della città:
corso Vittorio Emanuele, l'antica "Loggia",
via torrearsa, via Garbaldi.
Qui è tutto un susseguirsi di palazzi storici e chiese di
notevole pregio artistico: il palazzo Cavarretta, la Cattedrale,
Palazzo Riccio di Morana, palazzo San Rocco, palazzo Riccio di San
Gioacchino, palazzo Lucatelli, la chiesa del Colleggio. Poco
distante si trova la chiesa del Purgatorio, in
cui sono riservati i sacri Gruppi dei Misteri di
Trapani.
Da via Garibaldi attraverso una scalinata sulla sinistra, si raggiunge
la chiesa di San Domenico con l'annesso convento.
Lungo la via Torrearsa si apre sant'Agostino
con la chiesa caratterizzata del prospetto impreziosito da un rosone
e la funtana di Saturno. Proseguendo si giunge in Piazza Scarlatti,
nei pressi della quale si trova l'ex chiesa di San Giacomo,
sede attuale della Biblioteca Fardelliana. Percorrendo
corso Italia si arriva alla chiesa di San Pietro, che custodisce
il prezioso organo opera del palermitano Francesco La Grassa che
si addentra nel cosiddetto Ghetto - via della Giudecca e via degli
Ebrei - fino al XV secolo abitato dalla comunità ebraica.
La parte Nord della città è caratterizzata dalla Litoranea
con la caratteristica piazza del Mercato del Pesce.
Il Lungomare si estende per alcuni
chilometri ed è costeggiato dai resti della antiche mura
delle città. Il confine tra la città vecchia e la
città nuova è dato da Piazza Vittorio Emanuele. Poco
distante, in piazza Vittorio Veneto, si trova palazzo d'Ali sede
del Municipio e, di fronte, il palazzo delle Poste, in stile Liberty.
Proseguendo si giunge a villa Margherita, il polmone verde della
città, con gigateschi ficus risalenti all'Ottocento.
Piazza Vittorio Emanuele è
caratterizzata dalla statua di Vittorio Emanuele II, opera di Giovanni
Duprè (1882) e da una grande vasca, costruita nel 1890, con
al centro il gruppo scultoreo del Tritone relaizzato nel 1950 dal
maestro Domenico Li Muli.
Superando piazza Vittorio Emanuele si giunge in via Giovan Battista
Fardella, la strada pronciaple della città, ricca di esercizi
commerciali e bar. Da qui si puo' raggiungere la parte nuova della
città, corso Piersanti Mattarrella, che conduce fino al territorio
del Comune di Erice, via Conte agostino Pepoli, in cui si ergono
la Basilica dell'Annunziata ed il Museo Regionale Pepoli. |