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Città di Trapani |
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Abitìno |
è la miniatura in argento che
riproduce il Gruppo Sacro. Un bassorilievo che i devoti di quel particolare
Mistero indossano legandolo ad una cordicella appesa al collo. Non
tutti i cortei in Processione hanno questo simbolo d'appartenenza.
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Aisàta |
(lett.: alzata) fare un'a. ovvero alzare
il Gruppo. Compito tipico dei massari, ma anche segno di devozione
da parte di molti volontari che, sostituendosi ai portatori ufficiali,
conducono il Mistero per un tratto della Processione. |
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Annacata |
(lett.: dondolata, cullata)
è la caratteristica andatura che i portatori assumono per seguire
i lenti ritmi delle marce funebri suonate dalle bande che accompagnano
i Misteri. È un espediente molto efficace per alleggerire la
fatica del trasporto distribuendola, con lenti passi, in un cadenzato
dondolìo. Necessita di perfetta sincronia, ma l'effetto coreografico
è davvero notevole: ogni Gruppo, visto da lontano, sembra quasi
danzare a ritmo di musica sopra le teste di tutti gli spettatori che
lo ammirano sfilare in Processione. Da qualche anno a questa parte,
anche alcune bande, durante la loro esecuzione musicale procedono
con la tipica a.
Si ritiene che l'uso sia nato per motivi futili: vecchi portatori,
avvezzi dall'uso del vino reggevano poco la stabilità del Mistero
e lo trasportavano ovviamente con una leggera "annacata".
L'uso si bere scomparve, ma il dondolio rimase.
Non sappiamo quando ciò sia attendibile, è certo però
che l` annacata sia una delle caratteristiche principali della processione. |
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Arrancàta |
al contrario dell'annacata, questo
modo di trasportare a spalla il Mistero, non è dettato da motivi
coreografici, bensì estremamente pratici. Capita spesso, infatti,
che tra un gruppo e l'altro in processione si crei troppo spazio che
di fatto interrompe la continuità del corteo. Per recuperare
il ritardo, in questo caso, i massari, strisciando i piedi ed accelerando
notevolmente i passi, sempre in perfetta sincronia, procedono “arrancando”
ed in questo caso il Gruppo portato a spalla, sembra che scivoli veloce
e senza attrito lungo il percorso. Particolare è anche il rumore
prodotto dai piedi dei massari in questo incedere strascicato. |
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Aste |
sono le lunghe travi di legno che sorreggono
la vara su cui è collocato il gruppo scultoreo. Attraversano
ai due lati la base del Mistero fuoriuscendo con quattro tronconi
lunghi quasi due metri. Il legno di queste aste deve necessariamente
essere molto elastico e resistente. Sotto le aste si sistemano i massari
per sollevare a spalla il pesante gruppo scultoreo. Spesso, alle aste
i massari più bassi legano uno spessore (cugno) che, come un
cuscinetto, consenta loro di raggiungere la trave con la spalla. |
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Attunniàta |
vedi vutàta. |
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Atturràta e Càura |
lett.: abbrustolita e calda). La Processione
dei Misteri è fatta anche d'attesa. Ci si posiziona in prima
fila su un marciapiede ai bordi della strada e s'aspetta di veder
sfilare i vari Gruppi con le relative bande e processioni. Niente
di meglio, in questo caso che sgranocchiare qualche arachide, qualche
seme di zucca e qualche cece, tutti scrupolosamente abbrustoliti e
caldi. Con questa frase, il venditore di “caccavetta e semenza”
intende abbanniàre, ovvero reclamizzare le sue ghiottonerie
che, pur non essendo appena tostate, risultano sempre calde in quanto
esposte al calore delle lampade a gas che le illuminano. |
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Balloncìno |
Corrisponde al “bilanciere”.
Nella distribuzione del peso, sotto le aste dei Misteri, i massari
scelgono tra di loro il più alto e robusto e lo fanno sistemare
sotto una robusta corda che lega l'asta di destra a quella di sinistra.
In questo caso il portatore centrale, che a differenza degli altri
avrà il peso del Gruppo sul collo e non su una singola spalla,
può allargare le braccia su entrambe le aste e cercare di coordinare
ed equilibrare l'annacata. |
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Battistrada |
è il responsabile del corteo
in processione. Normalmente i “figuranti” si dispongono
in due file parallele. Al centro si posiziona questo “supervisore”
che ha il compito specifico di coordinare l'andatura del corteo, lo
si riconosce anche dal lungo Crocifisso che reca in mano. |
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Battuta |
con questo termine s’indica contempo-raneamente
un “tempo” ed uno “spazio”, ovvero la durata
dell'esecuzione di una marcia funebre ed il tratto di strada che il
Mistero percorre andando a tempo di musica con la classica annacata.
È sicuramente il momento più particolare della Processione,
poiché, come facilmente intuibile, le bande musicali contigue,
per non accavallare le loro esecuzioni, raramente suonano in contemporanea.
Accade così che, quando un Gruppo decide d'eseguire una battuta,
la sua banda suona l'accompagnamento musicale, i massari sollevano
ed annacano il Mistero, e gli altri gruppi si muovono in processione
con la banda silente e coordinando l'annacata col suono della banda
che immediatamente segue o precede. |
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Capucònsule |
ogni ceto a cui è affidata la
cura del Mistero, è composto da simpatizzanti, collaboratori
e consoli. Questi hanno il compito d'eleggere il
Capo Console: una figura molto carismatica alla quale ogni maestranza
riconosce ed addebita meriti e demeriti circa lo svolgimento dell'intera
Processione. Per statuto il Capo Console deve appartenere alla categoria
d' appartenenza del “Mistere”. Capuràli: anche
questa è una figura carismatica. È di fatto il capo
dei massari, ovvero colui che decide come e quando deve essere eseguita,
e quanto deve durare una battuta. A lui è affidata la responsabilità
della conduzione del Gruppo. Per coordinare le esecuzioni della squadra
di portatori il caporale s'avvale di uno strumento acustico caratteristico:
la “ciàccula”. |
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Cavallìtti |
sono i sostegni in legno sui quali
poggia il Gruppo scultoreo nei momenti di sosta. Sono attaccati alla
superficie inferiore della “vara” e, non avendo alcunchè
d'estetico, sono coperti dalla “manta”. |
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` A ciaccola |
La ciaccola è l'attrezzo adoperato
dal capolare per segnalare ai Massari la partenza e la fermata del
gruppo sacro. E' composto da due tavolette in legno che battono su
se stesse. Quando la ciaccola viene sbattuta nella sbarra in legno
significa che i portatori devono prepararsi alla sollevazione del
sacro gruppo.
Quindi, la ciaccola verrà "sbattutta" per due volte,
alla secoda volta il Mistero verrà alzato al cielo.
Mentre, per riporlo a terra, la ciaccola verrà fatta "sbattere"
una sola volta. |
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Cònsuli |
Incarico di responsabilità all'interno
dell'organizzazione delle Maestranze che hanno cura dei Misteri. È
buona norma che il console appartenga al ceto a cui è stato
affidato il Gruppo. A coadiuvare i consoli non è raro trovare
anche i “consoli onorari” che sono stati accolti nella
Maestranza per il loro particolare spirito d'abnegazione e devozione
nei confronti del Gruppo Sacro. |
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Cùgnu |
Per distribuire equamente il peso del
“mistere” sulle spalle dei massari, è opportuno
che ogni portatore, alto o basso che sia, possa arrivare senza problemi
alle aste. Occorre così applicare uno spessore di legno che
faccia da cuscinetto tra l'asta e la spalla dei massari meno alti
della squadra. Il cugno viene generalmente legato al troncone dell'asta
con del nastro da imballaggio. |
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Figuranti |
Per allestire il corteo che solitamente
precede il Gruppo in processione, i vari ceti sono soliti “scritturare”
i personaggi che vestiranno la medesima divisa e che si schiereranno
in due file coordinate dal battistrada. Sono principalmente giovani,
bambini, ragazzi e ragazze con in mano un cero, o un bastone, o una
corda, che accompagnano il “mistere”, dietro un simbolico
compenso. Sono, invece, di maggiore età i figuranti che, con
uno stendardo, od un particolare simbolo, sfilano al centro delle
due file. |
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Furcìne |
servivano a sostenere il Gruppo ad
altezza d'uomo, nei momenti di sosta. Anticamente, infatti, sotto
le vare non c'era nulla e, ogni qual volta, terminava la battuta,
occorreva collocare sotto le aste queste forcine composte da un solido
bastone di legno che, grazie alla sua estremità metallica,
s'andava ad incastrare perpendicolarmente ai quattro sostegni orizzontali.
Il Mistero restava così in piedi, spesso però, considerato
l'equilibrio precario, l'uso delle forcine mobili causò rovinose
cadute e si optò per la costruzione degli attuali cavalletti
fissi sotto ogni vara. L'uso delle furcìne è ancora
praticato durante la Processione dei Misteri di Erice notevolmente
più piccoli e leggeri. |
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Manta |
è il pregiato drappo di pesante
tessuto nero che scende fino al suolo dal perimetro sottostante ad
ogni vara. L'uso della manta venne introdotto negli anni '50 contemporaneamente
alla scelta di sostituire le forcine con gli attuali antiestetici
cavalletti. Questo lungo mantello, oltre a celare alla vista le “zampe”
artificiali del Gruppo, reca ai lati la scritta artistica che riporta
il nome del gruppo e del ceto d'appartenenza. |
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Massàro |
è un uomo di fatica. La parola
è di probabile origine assira e corrisponde all'ebraico melsar.
Al massaro s'affidava il trasporto di merce e masserizie da un luogo
all'altro od altri lavori di fatica “alla giornata”. Anche
nel caso specifico della Processione dei Misteri, quello del massaro
è un lavoro a cottimo che prevede un pagamento da parte del
ceto che organizza la processione di ogni singolo Gruppo. |
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Mezzu passu |
serve per girare il Mistero. Il caporale
od il portatore che impartisce l'ordine di una vutata, con questa
espressione avverte la squadra che la processione sta per osservare
una variante al percorso consistente in una breve sosta. Con il gruppo
in spalla, quindi i massari attendono il classico “a tia”
(a te) o “a mia” (a me) per capire verso quale direzione
orientare la girata. “A mia” corrisponde alla direzione
di chi impartisce l'ordine, “a tia”, invece, indica quella
opposta. Stabilita quindi la direzione, i massari che fanno fulcro,
accorciano il passo, mentre gli altri, proseguendo normalmente, di
fatto gireranno il Gruppo Sacro. Sarà poi il caporale ad indicare
con la ciàccola se, dopo la girata, il mistero dovrà
essere posato, o se invece, dovrà essere rigirato per procedere
nella normale direzione di marcia. |
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Musicanti |
ovvero coloro cui è affidata
l'esecuzione delle musiche d'accompagnamento al Mistero. Anche se
in origine non era così, oggi ogni Gruppo ha la sua banda musicale.
Esse arrivano da tutta la Sicilia, ed ormai fanno parte integrante
della Processione. Con i suoi ottoni luccicanti e le sgargianti divise,
la banda oggi è capace d'abbinare al repertorio musicale classico,
anche particolari coreografie coordinate con la Maestranza che l'ha
ingaggiata. Ai musicanti, dopo aver partecipato all'uscita (sciùta)
ed al resto della Processione per le vie della città, è
concessa la sosta notturna. Si ritroveranno l'indomani mattina per
accompagnare il loro Gruppo nella solenne entrata (trasùta)
del Sabato Santo. |
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Purtàri (u’ Mistere): |
È il compito dei massari, ma
è anche un atto di devozione da parte di tanti Trapanesi che,
ogni anno, sentono quasi l'obbligo di consolidare la loro fede e tradizione
con questo gesto di fatica. Da qualche anno a questa parte, non è
raro veder purtari u' Mistere anche dalle donne. È sempre il
caporale a dare il consenso di una o più battute a coloro che
ne fanno richiesta. È l'unico momento in cui, i massari, approfittando
di una temporanea sostituzione, possono riposare le loro spalle arrossate
e spesso anche scorticate dal peso del “Mistere”. |
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Picàccia |
è una mancia di riconoscenza.
Se tra gli spettatori è presente un cittadino illustre od una
qualsiasi altra persona che, dai consoli viene riconosciuta degna
di stima e di particolare rispetto, viene ordinata una girata (vedi
vutata). È quindi compito di uno dei massari, recarsi presso
questo galantuomo lusingato dal gesto, per ritirare una generosa mancia
in danaro. Tutte le picacce e le somme in danaro raccolte durante
la Processione saranno divise tra i massari della squadra. |
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Scinnùta |
(lett. discesa) è un rito che
risale al 1600. In origine, i Sacri Gruppi erano conservati durante
l'anno, in attesa della Processione del Venerdì Santo, nella
chiesa di S.Michele. Qui, nei sei venerdì di Quaresima antecedenti
la Pasqua, a turno venivano “discesi” dalle nicchie chiuse
da vetri, dietro i quali erano esposti. Oggi, invece, nello stesso
periodo di Quaresima, seguendo uno scrupoloso calendario, della banda
musicale scelta dalla Maestranza che ha in cura il “Mistere”.
ogni Gruppo, concede ai suoi devoti un'analoga cerimonia. Questo rito,
molto sentito dai trapanesi, prevede la funzione eucaristica all'interno
della chiesa del Purgatorio e l'esecuzione, nella piazzetta esterna,
delle marce funebri da parte della banda musicale scelta dalla Maestranza
che ha in cura il “Mistere”. |
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Sciùta |
(lett.: uscita) è il momento
più aspettato da tutti i Trapanesi, dopo un anno di preparativi
e d'attesa, finalmente i Sacri Gruppi tornano in Processione. Nella
piccola piazza antistante la chiesa del Purgatorio una folla di devoti
attende con ansia l'uscita dei Misteri che, al suono delle bande musicali
che li seguiranno in Processione, si presentano coi loro nuovi, colorati
addobbi floreali e coi loro luccicanti argenti. I massari, si superano
in bravura annacando il “Mistere” anche sugli alti gradini
dell'uscio della chiesa. L'emozione è tanta ed indescrivibile.
Dalla fine degli anni '80, l'uscita e l'entrata dei Misteri vengono
trasmessi in diretta dalle tv locali per consentire di seguire l'evento
anche ai tanti Trapanesi che non hanno avuto la fortuna di trovare
posto nella piccola piazza della chiesa. |
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Squadra |
è il gruppo di portatori (massari)
che ha il compito di condurre a spalla il Gruppo Scultoreo per le
vie della città. In ogni squadra, all'apice della gerarchia
dei surdati, c'è il caporale. Ogni massaro veste un particolare
camice ed un pittoresco copricapo che serve, oltre a distinguerli,
anche a proteggerli dalla cera calda che copiosa scivola giù
dalle grosse torce, i ceri votivi collocati agli angoli di ogni vara.
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Stinnàrdu |
(lett.: stendardo) è un drappo
di pregiato tessuto sul quale è riportato l'emblema della Maestranza
a cui è affidato il Gruppo. È generalmente collocato
su una lunga asta di legno che lo solleva al di sopra delle teste
degli spettatori. Lo stendardo apre di fatto il corteo del Mistere
cui appartiene e, portarlo in processione richiede classe e maestria.
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Surdàtu |
(lett.: soldato, assoldato) è
uno dei componenti della squadra dei Massari. |
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Tammurinàra |
Sono i musicanti che suonano i tamburi.
Hanno l'importante compito di scandire i lenti ritmi delle marce funebri
eseguite dalle bande musicali in Processione. Al di fuori delle bande
c'è invece il gruppo di tammurinàra che, come una staffetta,
precede il primo Gruppo in processione ed avverte la popolazione in
attesa ai bordi delle strade, che da lì a poco passeranno i
cortei. |
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Torcia |
il candido cero che viene acceso in
voto al “mistere”. Le candele possono essere sia grosse
e pesanti che snelle e lunghe. Le prime vengono solitamente collocate
sulla vara insieme agli addobbi floreali del Gruppo; le altre, decisamente
più piccole sono, invece, portate a mano dai figuranti o dai
devoti in Processione. |
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Trasùta |
(lett.: entrata) è il momento
conclusivo delle varie processioni. Dopo quasi ventiquattro ore dalla
sciùta, ogni singolo Gruppo s'appresta al rientro nella chiesa
del Purgatorio. La piazzetta è già affollata dalle prime
ore del mattino del Sabato Santo. I cortei si sciolgono e la banda
che ha accompagnato il Mistere esegue da un angolo della piazza, l'ultima
marcia che detterà il ritmo dell'annacata più solenne,
quella conclusiva. Con calcolati “avanti e indietro”,
“trasi e nesci”, il Gruppo entra in chiesa, ma lo fa guardando
la folla, ovvero nello stesso verso che aveva caratterizzato l'uscita.
Sotto le aste, i devoti ed anche gli stessi consoli, si sono sostituiti
agli stanchi massari. Finita l'entrata, incontenibile e spontaneo,
s'alza l'applauso di commiato della folla. |
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Vara |
pianale di legno sopra il quale sono
collocate le statue e gli addobbi floreali. Della vara, l'occhio dello
spettatore scorge solamente la cornice esterna, finemente decorata
ed intagliata, dalla quale scende la manta. Sotto la vara, invece,
vengono sistemate le aste, i cavalletti e le pesanti batterie elettriche
necessarie per illuminare il Gruppo. Anche il modo in cui le statue
sono fissate al pianale è molto particolare, poiché
deve garantire, oltre alla stabilità di ogni figura, anche
una certa elasticità che attutisca le oscillazioni causate
dall'annacata. |
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Vutàta |
è forse uno dei momenti più
caratteristici della Processione che, ricordiamolo, è voluta
dal popolo ma è anche fatta dal popolo. Davanti ogni mistere,
sfilano i consoli e per loro, farlo è motivo d'orgoglio. Così
come è motivo d'orgoglio per uno spettatore essere destinatario
di una vutata, ovvero di una girata. Se gli occhi attenti dei responsabili
del ceto, scorgono tra la folla un amico, uno astante particolare,
un uomo in vista o degno di speciale stima e rispetto, il Mistere
viene letteralmente girato verso questo spettatore che, lusingato
dal gesto, sarà generoso nel donare una consistente picaccia.
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` A Giranta |
La girata e l'annacata
solitamente vanno insime. Se i massari passano davanti al negozio
di un appartenente al ceto del Mistero che trasportano, girano il
gruppo al suo cospetto. |
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` A ` ncirriata |
'A 'ncirriata era la fascia
di tela, lunga abbastanza, che i massari giravano attorno al dorso
per mantenere la schiena diritta e i muscoli compressi, per evitare
distorsioni o nel peggiore dei casi strappi muscolari. |
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Le Maestranze |
Le Maestranze sono, le
associazioni artigianali alle quali, sin dal XVI secolo, è
stata affidata la cura dei vari Misteri. Ad ogni maestranza spettava
la gestione di un Mistere.
Da circa dieci anni tutte le maestranze sono unite in un unica associazione. |
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